Vini Passiti, Vini Liquorosi

Il mondo dei vini è davvero vasto e definirli tutti uguali sarebbe davvero come un grande insulto a chi lavora e studia questo settore.

Vini fermi, vini frizzanti, vini passiti e vini liquorosi sono solo alcuni dei termini che puoi sentire nominare e, spesso, si rischia di cadere nell’incomprensione se non si hanno alcune conoscenze basilari.

In particolar modo, quando si parla di vini passiti e vini liquorosi, ci si riferisce ad una tipologia di vini perfetti per accompagnare i dolci.

Ma attenzione, perché a dire il vero, i vini passiti e liquorosi possono benissimo sposarsi anche con dei formaggi stagionati od altri sapori intensi.

D’altronde si sa, la degustazione e l’abbinamento dei vini sono una vera e propria forma d’arte.

Ma quali sono le differenze tra i vini passiti e vini liquorosi? È possibile distinguerli già al primo sorso? Scopriamo qualcosa di più insieme.

Vini passiti e vini liquorosi: caratteristiche e differenze

Se non sei un grande intenditore di vino certe terminologie potrebbero anche non esserti così familiari, eppure è davvero interessante scoprire qualcosa di più su questo mondo fatto di terra, coltivazioni, passione e tradizione.

Il tutto nasce dalle coltivazioni di uva, e si sa come, dietro ad ogni coltivazione, ci siano un importante lavoro ed una grande storia.

Ecco, il vino racchiude tutto questo, e lo fa in maniera davvero straordinaria.

Ma cerchiamo di andare al dunque e di capire cosa sono i vini passiti ed i vini liquorosi.

Vini passiti

Cominciamo dai vini passiti, una tipologia estremamente dolce che fa del suo sapore il suo grande punto di forza.

Il vino passito deriva da un processo di essiccazione dell’uva che può avvenire:

  • in modo naturale direttamente sulla pianta
  • sempre in modo naturale ma dopo la raccolta
  • in modo artificiale con appositi macchinari

Questa essiccazione ha una durata piuttosto lunga perché va dai 3 ai 4 mesi o più.

A cosa serve questo processo di essiccazione?

Grazie a questa essiccazione, lo zucchero contenuto nei diversi acini d’uva, arriva ad una percentuale del 30-40%.

Questa alta quantità di zucchero interno, va necessariamente a modificare anche la successiva fermentazione del vino che può durare, insieme all’affinamento, anche fino a 5 anni.

Come potrai ben immaginare, questa tipologia di vino è particolarmente elaborata ed ha, quindi, anche un costo abbastanza importante rispetto ad altri.

Vini liquorosi

Anche la tipologia di vini liquorosi è piuttosto particolare, e questo è possibile grazie all’utilizzo di uve molto aromatiche e dal gusto del tutto distintivo.

La caratteristica principale dei vini liquorosi è quella di avere una gradazione alcolica sempre superiore al 17,5%.

Qual è la composizione precisa di questi vini?

In pratica, è composto da:

  • alcool
  • o acqua vite di vino
  • o mosto concentrato

Interessante anche la versione con l’aggiunta del caramello per dare una nota dolce in più, ed anche un colore più intenso e particolare.

Non è difficile trovare vini liquorosi che, precedentemente, rientravano nella categoria dei vini passiti. Con l’aggiunta di altro alcool, od acquavite, ecco la trasformazione.

Ci teniamo a dirti, comunque, che questo procedimento varia anche da zona a zona.

Vini passiti e vini liquorosi: qualche notizia in più

Come ti abbiamo già accennato, il vino è una vera fonte storica da cui si possono scoprire moltissimi dettagli sul loro paese di origine, ed anche sulla storia passata.

Il vino liquoroso, per esempio, è una tipologia piuttosto antica che venne inventata, ed usata, dagli inglesi.

Infatti, il procedimento dava maggiore durabilità e stabilità al vino che doveva essere trasportato in grandi botti da un Paese all’altro via mare.

Questo è solo un piccolo esempio di come il vino faccia parte delle tradizione e della storia passata dei diversi popoli del mondo.

Ci sarà un motivo, infatti, se viene definito anche con la dicitura “Nettare degli Dei“.

Vini passiti e vini liquorosi: qualche nome

Ma tu hai già capito quali nomi famosi fanno parte dei vini passiti, e quali invece fanno parte dei vini liquorosi?

Se la risposta è no allora dobbiamo subito correre ai ripari.

Tra i vini passiti puoi trovare: il Vin Santo, il Passito di Pantelleria, il Recioto della Valpolicella, il Picolit, l’Aleatico di Gradoli e lo Schiachetrà solo per citarne alcuni. Insomma, tutti nomi piuttosto conosciuti e che forse hai anche già assaporato.

Tra i vini liquorosi, invece, puoi trovare: lo Sherry, il Marsala, il Porto, il Moscatel de Setubal ed il Madeira.

Da far notare anche il famoso Erbaluce di Caluso, deriva da un vino passito trasformato poi in liquoroso.

Vini passiti e vini liquorosi: gli abbinamenti giusti

Non possiamo lasciarti senza prima averti dato qualche dritta per assaporare al meglio queste due tipologie di vino.

Ti abbiamo già messo al corrente, all’inizio di questo articolo, di come siano vini dolci perfetti per accompagnare i diversi dessert.

I vini passiti, ad esempio, sono davvero indicati da sorseggiare gustando dei biscotti di mandorle, biscotti al sapore di pistacchio, crostate di frutta ed anche torte con una base di cioccolata.

Ottimi poi anche per le degustazione di formaggi stagionati ricchi di sapori e spezie.

I vini liquorosi, invece, sono perfettamente abbinabili con diverse tipologie di pasticceria secca. Biscotti, tartine, pasta frolla e crostate sono particolarmente indicate.

Come abbiamo già detto sui vini passiti, anche i vini liquorosi si sposano molto bene con dei formaggi stagionati e dal gusto caratteristico, come ad esempio il gorgonzola od il roquefort.

Grazie al loro gusto particolarmente dolciastro, con le giuste accortezze, si potrebbe ben abbinare anche con qualche piatto di selvaggina. In special modo se si tratta di vini liquorosi secchi.

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